Risarcimento del danno psichico

ll danno psichico è un’ alterazione dell’equilibrio della personalità indotto da un evento lesivo che si manifesta attraverso sintomi psichici e nella compromissione delle abitudini quotidiane, della vita familiare, sociale e affettiva della persona. 

La valutazione psicologica del danno, all’interno dell’iter medico-legale, permette di evidenziare la presenza di lesioni all’integrità mentale che impediscono alla persona di funzionare adeguatamente al livello personale, sociale e lavorativo.

Il risarcimento del danno psichico richiede un’accurata valutazione psicologico-clinica del soggetto danneggiato, finalizzata ad individuare la diagnosi psicopatologica e il nesso di causa con l’evento lesivo.

La consistenza del danno e i relativi livelli di gravità/inabilità  sono valutati nell’ambito di un completo esame clinico-anamnestico e psicodiagnostico. La personalizzazione delle categorie di danno è improntata su criteri validati e riconosciuti al livello internazionale (Linee guida per l’accertamento e la valutazione psicologico-giuridica del danno alla persona, Ordine Psicologi del Lazio). 

Passaggi chiave della valutazione psicologica nel risarcimento del danno

 

  • Un assessment psicologico completo tramite colloquio e test psicodignostici
  • Individuazione del nesso causale tra l’evento lesivo e la patologia psicologica insorta come conseguenza del medesimo
  • Quantificazione della percentuale di invalidita’ psichica attraverso l’uso concentrico di strumenti che consentono di ponderare il grado di impedimento della persona nei differenti contesti di vita

Il danno psichico e’ solitamente una condizione permanente, ove non e’ possibile prevedere un futuro reintegro del soggetto ad uno stato di buon funzionamento pregresso. Questo significa che il quadro clinico, al momento della valutazione, e’ gia’ strutturato in un disturbo mentale cronico con previsione negativa circa la sua possibilita’ di recupero.

Danno psichico in eta' evolutiva

Soprattutto in riferimento al danno psichico in eta’ evolutiva, e’ importante riconoscere i segnali di disagio gia’ nella fase di emergenza ed intraprendere tutti gli interventi terapeutici necessari ad evitare la cronicizzazione del disagio e la strutturazione del disturbo. 

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Sinistro stradale e conseguenze sulla psiche

A seguito di un grave sinistro stradale  è possibile che si sviluppino sintomi di natura psicologica oltre a lesioni di tipo fisico. 
Danno fisico e danno psichico sono aspetti   tra loro connessi ma allo stesso tempo indipendenti e autonomamente risarcibili.

Un grave sinistro stradale può anche provocare lesioni fisiche di lieve entità da un punto di vista strettamente fisiologico ma un grave Disturbo da Stress Postraumatico sul piano psicologico.

Il trauma è un evento eccezionale,  improvviso e imprevedibile,  che provoca la ‘rottura’ psichica del soggetto,  lasciandolo disarmato e incapace di prevedere gli eventi e quindi di  elaborare adeguate stategie di coping emotivo per farvi fronte.

Il quadro psicologico  immediatamente successivo all’evento lesivo è caratterizzato da una maggiore presenza di sintomi dissociativi ,  i fenomeni di reviviscenza del trauma (flashbacks) che includono immagini visive del trauma, percezioni acustiche, sogni ricorrenti relativi al trauma, agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse effettivamente ripresentando.

La persona vive uno stato permanente di allarme, è iper-vigile e iper-controllante;  percepisce un continuo stato di pericolo che comporta ansia, disturbi del sonno, alterazioni cognitive.

Questa sintomatologia può risolversi nell’arco di 3/6 mesi  – oppure al contrario –  può avere conseguenze a lungo termine note come Disturbo da Stress Post Traumatico, tendente alla cronicità con sintomi psichici invalidanti.

Il Disturbo da Stress Post Traumatico (DSM5) è caratterizzato da sintomi di

intrusività :
flashbacks, memorie ricorrenti, sogni ricorrenti
marcate reazioni di stress psicologico data dall’esposizione a fattori che simbolizzano o ricordano il trauma
evitamento persistente di stimoli associati con l’evento traumatico
alterazione cognitiva e dell’umore , alterazione dei processi mnestici e attentivi , persistenti affetti negativi e anedonia
arousal marcato ed eccessiva reattività del soggetto con distubi del sonno, esagerate risposte di allarme, rabbia e irritabilità, comportamento auto-distruttivo.

⦁ La durata  è superiore a 1 mese
⦁ Causa disagio clinicamente significativo e impedisce al soggetto di funzionare adeguatamente
⦁ Non è attribuibile agli effetti di una sostanza (es. un farmaco) o ad un’altra condizione medica

Questo tipo di sintomatologia psicologica deve essere accertata tramite una specifica relazione clinico-legale che dimostri  il nesso causale tra evento dannoso e psicopatologia in atto,  oltre a quantificarne la relativa percentuale di invalidità psichica.

In caso di danni psichici è opportuna una stretta collaborazione tra medico-legale e psicologo.

Lo psicologo è chiamato ad integrare la relazione medico-legale,  valuta e diagnostica l’eventuale presenza di questa specifica tipologia di danno il Danno biologico di natura psichica– oltre a fornire elementi significativi circa il nesso di causa tra evento lesivo e psicopatologia.

Il danno psichico è una specifica figura risarcitoria, indipendente da eventuali lesioni encefaliche e quantificabile anche in assenza di esse.

Le competenze dello Psicologo nella valutazione del danno

Linee guida  per l’accertamento e la valutazione psicologico-giuridica del danno  alla persona Ordine psicologi Lazio 2012

(…) La Cassazione ha più volte affermato che l’accertamento medico‐legale è un “mezzo di indagine al quale correntemente si ricorre, ma la norma non lo eleva a strumento esclusivo e necessario”. Nella valutazione del danno biologico l’accertamento medico‐legale non è uno strumento esclusivo e necessario; questo permette di affermare che la valutazione psicologico‐forense ‐ pur non essendo espressamente citata in giurisprudenza ‐ è comunque implicita, infatti, il danno non patrimoniale costituendo un “danno conseguenza” deve essere allegato e provato dal danneggiato, il quale dovrà presentare tutti gli elementi necessari e utili alla valutazione del danno, tra cui l’accertamento psicologico‐forense; inoltre, lo stesso giudice avvalendosi degli strumenti a sua disposizione potrà richiedere o utilizzare la consulenza psicologico‐forense considerandola, a seconda delle circostanze, un vero e proprio accertamento o una prova documentale.

Il danno psicologico, pur non avendo una tangibile manifestazione fisica, è una grave condizione di alterazione dell’equilibrio mentale che si manifesta con uno sconvolgimento delle funzioni cognitive, dell’affettività e delle relazioni sociali.

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